P.I.P.P.I.

Le finalità

Rispondere al bisogno di ogni bambino di crescere in un ambiente stabile, sicuro, protettivo e “nutriente”, contrastando attivamente l’insorgere di situazioni che favoriscono le disuguaglianze sociali, la dispersione scolastica, le separazioni inappropriate dei bambini dalla famiglia di origine, tramite l’individuazione delle «idonee azioni», di carattere preventivo che hanno come finalità l’accompagnamento non del solo bambino, ma dell’intero nucleo familiare in situazione di vulnerabilità, in quanto consentono l’esercizio di una genitorialità positiva, responsiva e responsabile e la costruzione di una risposta sociale ai bisogni evolutivi dei bambini nel loro insieme.

Il Programma

P.I.P.P.I. non è un progetto, ma un programma cofinanziato dal Ministero e dall’Università, vocato a mettere in connessione le diverse policy attive in questo momento, con il il fine di generare nuove pratiche preventive integrate in queste policy: non occupa, ma crea spazi e genera processi e progetti per e con le Regioni, gli ATS, i diversi ETS che vogliano impegnarsi, a diverso titolo e con diversi focus, a realizzare pratiche preventive degli effetti della vulnerabilità sullo sviluppo dei bambini.

Progettazione condivisa

Famiglia e operatori progettano insieme i cambiamenti necessari per migliorare le condizioni di vita del bambino

Percorsi educativi

Per individuare modalità per star bene con i propri figli insieme ad un educatore

Sostegno sociale

Per trovare anche fuori dal proprio nucleo familiare amicizie e aiuto concreto nella vita di tutti i giorni.

Gruppi genitori bambini

Per promuovere momenti di confronto e condivisione sulle questioni legate all’essere famiglia insieme ad altre famiglie.

Il nostro obiettivo

La scelta di seguire la strada dell’Implementation science permette di colmare la distanza tra teoria e pratica, tra ricerca e azione, per creare gradatamente, l’infrastruttura, anche normativa, che può permettere oggi la fioritura di altri progetti, in particolare quelli volti al contrasto della povertà educativa e delle disuguaglianze, su una dimensione solida dal punto di vista normativo e temporale: avere davanti i 3 anni del PNRR e la stabilità di un LEPS dilata i tempi, permette la sostenibilità, mette in circolo formazione, saperi, risorse umane, culturali, economiche, culturali, tecniche e sociali.

Rischio per i servizi: irrigidire il proprio agire in regole che non tengono conto delle eccezioni, in pratiche codificate che nel tempo si standardizzano, si burocratizzano e non rispondono alle esigenze vive e sempre in trasformazione delle famiglie e delle comunità, non seguono né incoraggiano le loro evoluzioni, rischiando così di istituzionalizzarsi "Camerlinghi, D’Angella, 2012".

Anche i progetti innovano le pratiche, ma sono caratterizzati dall’essere meno strutturati, meno riproducibili e meno sostenibili nel tempo dei programmi, che sono invece costitutivamente più strutturati.

La maggior parte dei programmi cerca di articolare alcuni elementi irrinunciabili (il c.d. common core) per raggiungere good outcomes adattandosi necessariamente a specifici contesti e settings, in funzione della loro sostenibilità nel tempo.

P.I.P.P.I. è una forma aperta: garantisce struttura e replicabilità come un programma, valorizzando i saperi e le risorse presenti in ogni contesto , come un progetto.

Contattaci per maggiori informazioni

Il gruppo di ricerca LabRIEF svolge anche attività di supporto tecnico-scientifica per il Programma P.I.P.P.I. finanziato sul Fondo Nazionale Politiche Sociali e sulla Missione 5.C2 - Linea di finanziamento 1.1.1 sulla base di un accordo istituzionale con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali

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Il gruppo di ricerca LabRIEF svolge anche attività di supporto tecnico-scientifica per il Programma P.I.P.P.I. finanziato sul Fondo Nazionale Politiche Sociali e sulla Missione 5.C2 - Linea di finanziamento 1.1.1 sulla base di un accordo istituzionale con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali