Presenza e composizione delle équipe multidisciplinari
Nelle implementazioni PNRR-FNPS di P.I.P.P.I.11, 12 e 13, quindi quelle in cui sono stati presenti oltre 480 ATS, i bambini coinvolti nel LEPS sono 13.483 (dato aggiornato all’estate 2025). Di questi, si hanno informazioni sulle équipe multidisciplinari per 12.072. Questo implica anche che per oltre 1.000 bambini non sono presenti informazioni che riguardano gli operatori che li stanno accompagnando.
In queste tre implementazioni, si registrano tassi di compilazione più ridotti rispetto alle implementazioni precedenti; in particolare, il dato relativo alle presenze di insegnanti e neuropsichiatri infantili nelle équipe è sensibilmente più basso e non in linea con l’andamento registrato nelle prime dieci implementazioni. Si presume pertanto che si tratti di compilazioni mancanti, dovute anche alla non obbligatorietà di questa documentazione in RPMonline.
Per quanto riguarda la compresenza di più professionisti nelle équipe, ovvero quanto l’équipe è realmente “multidisciplinare”, possiamo affermare che in media, le équipe multidisciplinari sono composte da 4 operatori differenti, oltre ai genitori e ai bambini stessi: un dato che testimonia uno sforzo particolarmente rilevante per ampliare la tradizionale diade assistente sociale-educatore. Considerando congiuntamente la partecipazione delle diverse figure professionali, per il 57% dei bambini con informazione disponibile sono presenti nell’équipe almeno un assistente sociale e un educatore; segue la compresenza di assistente sociale, educatore e un professionista dell’area PSI (34%).
Conteggiando invece i singoli professionisti si rileva che l’assistente sociale è presente nell’EM per l’83% dei bambini (in realtà dovrebbe essere 100%, ma anche qui si tratta di dati mancanti), l’educatore per il 69% dei bambini, e lo psicologo per quasi la metà.
Per approfondire
Nel nuovo Piano Sociale Nazionale 2024-2026, e in una fase di consolidamento dell’infrastruttura delle politiche sociali con la centralità dei nuovi LEPS, viene ribadita la fondamentale rilevanza del ruolo delle équipe multidisciplinari all’interno degli Ambiti Territoriali Sociali (ATS). Si tratta di équipe multidisciplinari composte da figure professionali stabili – assistente sociale, psicologo e educatore – che operano in sinergia anche con altri professionisti per rispondere alle molteplici esigenze delle persone in situazioni di vulnerabilità, tra cui famiglie, bambini e adolescenti in e fuori famiglia, anziani, persone con disabilità e adulti in condizioni di povertà, esclusione sociale ecc. (PSN 21-23; PSN 24-26).
“L’approccio alla persona e ai suoi bisogni porta ad individuare un percorso di presa in carico che è già parte della normativa italiana, sia della legge quadro n. 328/2000 che della più recente normativa sul sostegno al reddito. È un approccio fondato sull’accesso, la valutazione multidimensionale della persona, la presa in carico e la definizione di un progetto individualizzato che individua i sostegni necessari alla persona, cui deve seguire l’attivazione di tali sostegni ai fini di portarla a conseguire, o riconquistare, la massima autonomia. A questo scopo deve essere riservata la massima attenzione alla sinergia ed alla collaborazione tra settori diversi poiché l’integrazione ed il superamento di logiche eccessivamente settorializzate ed autoreferenziali, è condizione dirimente affinché la cosiddetta presa in carico possa offrire alla persona con il progetto personalizzato opportunità diversificate per realizzare percorsi di autonomia” (PSN 21-23 p.13).
I principi su cui poggia l’azione dell’équipe multidisciplinare possono essere sintetizzati come segue
(contenuto a cura di Andrea Petrella)
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