La voce delle famiglie
“Emblematica l’osservazione ironica di un padre durante uno dei primi incontri del nuovo percorso: Vi ci sono voluti dieci anni per capire che le famiglie devono essere coinvolte nei percorsi formativi”. La battuta è riportata nell’introduzione alla pubblicazione di Angela Vignozzi, funzionario programmazione settore Welfare e innovazione sociale della Regione Toscana, referente regionale di P.I.P.P.I. “Famiglie e operatori insieme. Pratiche inedite per promuovere la partecipazione nei servizi”: un’iniziativa di Regione Toscana, Centro regionale di documentazione per l’infanzia e l’adolescenza, Gruppo scientifico dell’Università di Padova, assistenti sociali Toscana, insegnati e famiglie (scaricabile al seguente link: https://www.minoritoscana.it/pubblicazione/famiglie-operatori-insieme-pubblicazione).
Con Angela, approfondiamo il contesto in cui è maturata questa che è anzitutto un’esperienza di agency, in cui le persone in situazione di vulnerabilità sono diventate soggetti attivi e competenti, contribuendo in modo fattivo alla progettazione degli interventi e alla qualità delle relazioni. L’ipotesi di lavoro, verificata, è che includere la voce delle famiglie non solo negli interventi che le riguardano, ma anche nei percorsi formativi, quindi nella formazione, aumenta l’appropriatezza e la qualità tecnica degli interventi, e soprattutto innesca proprio un mutamento culturale nel sistema di welfare.
Come ci siete arrivati a questa pubblicazione e per chi l’avete pensata?
Nella mia esperienza in P.I.P.P.I. in vari ruoli, più di una volta si è condivisa l’idea di inserire le famiglie nei percorsi formativi. Era emersa anzitutto tra i ricercatori del Gruppo scientifico di Padova, nel senso che avevano ipotizzato che fosse importante coinvolgere le famiglie proprio per poter affermare questo diritto alla partecipazione nei loro percorsi, per renderli davvero protagonisti e anche approfondire come potevano essere coinvolti. Ho raccolto quest’idea e, successivamente all’esperienza delle Carte della partecipazione (oritoscana.it/pubblicazione/carte-della-partecipazione-pippi), quando sono arrivata in Regione, ho pensato di provare. Così ho lanciato questa proposta sia agli ambiti toscani, sia al Gruppo scientifico di UniPD. Il coinvolgimento di soli cinque ambiti è motivato dal fatto che volevamo fosse un’esperienza contenuta anche per poterla monitorare, accompagnare passo passo. Era un’esperienza completamente nuova per noi, voleva essere una piccola esperienza pilota.
Qual è l’idea di fondo?
Con molti altri colleghi con cui abbiamo condivise tante riflessioni, siamo convinti, e personalmente ci credo molto, che le persone hanno proprio questo diritto di essere protagoniste. Questo è un ruolo che da sole non sanno prendere, nel senso che bisogna creare il contesto favorevole; ma quando si crea lo spazio giusto perché loro possano diventare protagonisti, si mette in atto quel cambiamento che tanto si desidera, quella trasformazione così come è intesa dal metodo della valutazione partecipativa e trasformativa in P.I.P.P.I. Lì si vede proprio, perché apre il contesto in cui loro possono esprimersi, funziona da apprendimento e da trasformazione. Iniziano a entrare in un circuito riflessivo e quindi anche il loro punto di vista diventa estremamente importante. Questo percorso, per quanto mi riguarda, ha inizio con le Carte della partecipazione. Quando facevo l’assistente sociale, ho sempre pensato che i servizi agissero in maniera un po’ repressiva e oppressiva nei fronti delle famiglie. Però serviva un riferimento metodologico chiaro, un contesto teorico. Questo è venuto con P.I.P.P.I. È un approccio che vale in generale negli altri ambiti del lavoro sociale: non può non esserci la voce delle persone beneficiarie dei nostri percorsi, bisogna ascoltare cosa hanno da dire, su come dovrebbero essere i nostri interventi secondo loro. Poi non è detto che tutto possa essere accolto, che tutto sia rispondente. Però bisogna consentire loro di essere presenti in quei contesti in cui si pensa anche a dare delle linee di indirizzo.
Come avete costruito questa pubblicazione e, anche, come si potrebbe usare, vista la possibilità di fruirne liberamente?
Dovremmo farlo diventare non semplicemente il libricino da leggere, una bella esperienza da conoscere, ma dovrebbe essere utilizzato nei gruppi, all’interno di un ambito, dove c’è un gruppo territoriale, o in generale, in un contesto di gruppo di più operatori, dove magari a partire da questa esperienza si prova a capire quali sono gli elementi che possono essere utili a quella determinata situazione. Secondo me, si dovrebbero inserire anche subito le famiglie. Ma sono convinta che gli operatori se la devono sentire, bisogna vedere a che punto sono del loro percorso. Se si provano a inserire le famiglie quando non siamo profondamente convinti, il rischio è che possono emergere delle difficoltà, dei momenti anche inaspettati. Quindi bisogna anche essere pronti a gestire l’inaspettato, l’imprevedibile, quello che può emergere. Ci deve essere questa consapevolezza negli operatori. E soprattutto va gestito in una maniera rispettosa, alla pari, non come a volte succede nei servizi, che siccome siamo gli operatori, siamo noi “che vi diciamo come fare”. Va gestito in una modalità diversa, più partecipativa, in cui discutiamo, riflettiamo e capiamo l’uno le ragioni dell’altro e ci confrontiamo su questo piano. Non sempre appartiene a tutti e soprattutto non viene spontaneo. Ma è un’esperienza assolutamente replicabile.
La pubblicazione ha una prima parte con alcuni spunti metodologici, ma poi propone proprio le parole delle famiglie?
Sì, noi vorremmo davvero dare lo stesso peso a queste parti. Le famiglie vanno tenute dentro a tutti i percorsi, poi ognuna ha il suo, qualcuna è in grado di farlo subito, qualcuna ci arriva più tardi, ognuno ha i suoi tempi. È un tema da tenere presente: dobbiamo creare loro uno spazio. Questo libro racconta un percorso che ci ha fatto cambiare tutti e le famiglie, in particolare, si sono sentite trasformate in termini di consapevolezza, di capacità di autodeterminazione.
Input your search keywords and press Enter.